Teoria e pratika della tenerezza

Di Tempi
30 Settembre 2004
Una delle tendenze della nostra epoca è di usare la sofferenza dei bambini per screditare la bontà di Di

Una delle tendenze della nostra epoca è di usare la sofferenza dei bambini per screditare la bontà di Dio, e una volta screditata la sua bontà, aver chiuso il conto con Lui. Gli Alymer che Hawthorne vedeva come una minaccia si sono moltiplicati. Intenti a tagliar via l’umana
imperfezione stanno facendo progressi anche sulla materia prima del bene. Ivan Karamazov non può credere finché ci sia un bambino
che soffre; l’eroe di Camus non può accettare la divinità di Cristo per via del massacro degli innocenti. In questa pietà popolare si guadagna
in sensibilità e si perde in visione. Se sentivano meno, altre epoche vedevano di più, anche se vedevano con l’occhio cieco, profetico,
insensibile dell’accettazione, vale a dire della fede. Ora in assenza di questa fede siamo governati dalla tenerezza. Una tenerezza che da tempo, staccata dalla persona di Cristo, è avvolta nella teoria. Quando la tenerezza è separata dalla sorgente della tenerezza, la sua logica conseguente è il terrore. Finisce nei campi di lavoro forzato e nei fiumi delle camere a gas.

Flannery O’Connor, da “Il Giornale”, 3 agosto 2004

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