Tifosi, vil razza dannata

Di Roberto Perrone
17 Novembre 2000
Più dei cani (che viaggiano stabilmente al terzo posto della mia hit-parade del disprezzo), odio i proprietari dei cani (da anni al secondo posto, meglio di un cd delle Spice girls)

Più dei cani (che viaggiano stabilmente al terzo posto della mia hit-parade del disprezzo), odio i proprietari dei cani (da anni al secondo posto, meglio di un cd delle Spice girls). Più dei fotografi (quinti), odio i fotografi giapponesi (quarti). Ma più di cani, proprietari dei medesimi e fotografi, odio i tifosi di calcio (primo posto). Essendolo stato, so quanto sono stupidi, pericolosi e deprimenti. Non guardatevi alle spalle, sto parlando di voi, non solo di quelli che a Torino si prendevano a calci in faccia ed esponevano striscioni grotteschi. Qui devo confessare: 1) allo stadio, se non fosse per lavoro, non ci metterei piede; 2) odio parlare di calcio, specialmente con voi, che quando mi incontrate non fate altro che chiedermi pareri, per poi smentirli, perché siete convinti di capire di calcio più di me; 3) odio quando mi chiedete previsioni; 4) odio quando mi chiedete biglietti. Il calcio è bello, peccato che ci siano i tifosi di calcio. In Inghilterra l’hanno capito e, a furia di manganellate, li hanno trasformati in spettatori. Infatti, per fare casino, vengono da noi.

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