TINTINNII ZEMANIANI

Stavo pensando a chi assomigliava, non da un punto di vista fisico, ma comportamentale, Pier, Pierre (come diavolo si chiama) Scolari, marito, compagno (cosa diavolo è) di Giuliana Sgrena. Il tipo, di quelli che vanno in trip davanti alle telecamere, ha lanciato accuse senza prove: «è stato un agguato». Lo so io a chi somiglia, a Zdenek Zeman. è ora di dirlo: non se ne può più dei guru getta fango, è ora di finirla con questo allenatore-santone che è bravissimo a farsi pagare cifre profumate per non vincere nulla.
Non sopporto quelli che diventano un ruolo. Zeman è il girotondista del pallone. Gode nel denunciare complotti – a volte ci prende, pur non fornendo elementi di riscontro -, nel mettere all’indice ‘il regime’. Si compiace del tintinnio di manette, per lui il primo grado di giudizio è definitivo. I suoi giornalisti di riferimento sono convinti che sia il migliore del mondo e che solo congiure e difficoltà fuori portata gli hanno impedito di vincere. Devo dire che sprazzi del suo calcio non sono male anche se le sue squadre sono troppo allegre, dietro lasciano troppi spazi. Facesse questo, facesse l’allenatore, sistemasse la difesa, invece di ergersi a profeta di sventure.

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