Titanic-Italia: a tre anni dall’iceberg
“Per riformare questa sinistra sarà necessaria una drammatica crisi sociale con tasse sempre più alte, fuga dei capitali, gravissime crisi occupazionali e stipendi bassi. Per chi li avrà”, Carlo Pelanda, docente di scenari globali all’Università della Georgia (Usa) ed editorialista economico di diversi quotidiani non ha dubbi: entro tre o quattro anni arriverà il conto di anni di immobilismo e a pagarlo saranno soprattutto le fasce più deboli della società. “In Italia oggi esistono due sinistre – spiega -: una di stampo anglosassone che capisce che non è più possibile mantenere il welfare state elaborato negli anni ’50-’60 e riconosce al mercato la capacità di creare ricchezza e, se lasciato operare, di diffonderla socialmente. Una sinistra che aspira a governare e che perciò vuole seguire la strada di Clinton e Blair. Esiste poi una seconda sinistra alla quale invece governare non interessa affatto e si limita a monetizzare la propria capacità di ricatto. Cofferati, vero leader di questa sinistra insieme a Bertinotti, sa di non poter governare con le idee che porta e preferisce rappresentare una minoranza sociale che resta compatta e gli garantisce un’enorme forza politica. Amato appartiene alla logica della sinistra di governo e sostiene le riforme, ma le possibilità che ha di attuarle sono pari a zero perché qualsiasi riforma reale toglierebbe potere alla sinistra conservatrice che utilizza la cassa pubblica per finanziare il proprio apparato assistenzialista. Per questo non è possibile la riforma delle pensioni, del mercato del lavoro e dell’assistenzialismo di Stato. Soprattutto non è possibile in un anno elettorale. Alla fine Amato cercherà di strappare una falsa riforma e abbassando nominalmente le tasse di un paio di punti in vista delle elezioni. In Gran Bretagna e negli Usa le riforme sono state possibili perché le forze socialiste erano meno organizzate e la Tatcher e Reagan poterono smantellarle liberando le forze più liberiste. L’Europa continentale non ha avuto né una Tatcher né un Reagan mentre la tradizione statalista è molto più radicata e le sinistre hanno apparati forti e ricchi. E’ doloroso pensare che per arrivare alle riforme si debba passare attraverso il dramma di un impoverimento generale della popolazione, ma davanti a una sinistra irriformabile molti studiosi ritengono che si tratta di uno scenario inevitabile lontano non più di tre o quattro anni”.
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