TOLLERANZA

Di Bracalini Paolo
12 Febbraio 2004
Le aziende che promuovono la diversità guadagnano di più.

Le aziende che promuovono la diversità guadagnano di più. Lo dice uno studio della Commissione europea: “I costi e i benefici della diversità”. In pratica, chi assume dipendenti di culture, etnie, convinzioni religiose e orientamenti sessuali differenti, avrebbe grandi vantaggi economici. Perché? Un’azienda multietnica ha una migliore reputazione, quindi maggiore visibilità sul mercato, quindi vende di più e meglio. «Incoraggiando la diversità – si legge – le aziende rafforzano i valori aziendali, gli assetti che le permettono di essere competitiva e generare flussi di denaro costanti, aprire nuovi mercati, ridurre i costi, soddisfare azionisti chiave e consumatori». Insomma tutto è monetizzato, funzionale al consumo, e anche la tolleranza diventa una voce di bilancio. L’ufficio progressista è lo stadio culminante dell’alienazione capitalista, e dietro la bandiera della diversità c’è il pensiero unico del consumo e il mercato globale. Il nuovo ’68, in cui Pasolini vedeva la realizzazione dei valori borghesi («I contestatori distruggono quello che il potere neocapitalistico vuole abbattere: i legami tradizionali, religiosi, l’attaccamento alle radici, il senso comunitario, la solidarietà con gli altri, il senso dell’autenticità, del mistero»), arriva dai burocrati di Bruxelles.

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