Tornano l’uniforme e l’arte di mimetizzarsi

Di Pavarini Maria Cristina
25 Gennaio 2001
Debutta la moda maschile per l’Autunno/Inverno 2001/02 e tutto sembra normale

Debutta la moda maschile per l’Autunno/Inverno 2001/02 e tutto sembra normale. Le eccentricità e le bizzarrie delle scorse stagioni sembrano sparite e pare che il nuovo abbigliamento maschile abbia voglia di normalità. Completi classici, gessati e doppiopetti ritornano ad essere i protagonisti del guardaroba maschile insieme a qualche immancabile esagerazione da passerella. Gucci lancia il jeans distrutto a prezzi da magnate. Krizia valorizza giovani in carriera – dal barista tutto treccine all’architetto rampante. Gigli pensa a giovani romantici con viole del pensiero all’occhiello, mentre John Richmond rimpiange icone-Soviet come facce di Lenin, stelle rosse e falce e martello. Tuttavia, tutto ha un aspetto tremendamente normale. Qual è il must della stagione? La divisa. Una recente mostra “Uniforme. Ordine e Disordine” la celebra come l’indumento ispiratore universale dell’abbigliamento – maschile e femminile. Anche Miuccia Prada, ex-sessantottina, figlia di papà, oggi imprenditrice plurimiliardaria, ha mostrato divise postmoderne per la propria linea giovane Miu Miu. “Perché la divisa? Perché in divisa ti senti sempre a posto. E poi, non sei obbligato a dire chi sei.” (mcpavarini@tiscalinet.it)

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