Tracciare, tracciare e tracciare

Di Massobrio Paolo
31 Ottobre 2002
“Gualtiero Marchesi ha dichiarato di preferire i prodotti dell’industria”

Ne vedremo delle belle. La Coldiretti si è infatti impuntata sulla tracciabilità dei prodotti, e presto i consumatori potranno sapere da dove arrivano i cibi che avranno sulla tavola. Persino la pasta, visto che, caso unico in Italia, a Macerata, il 2 novembre, la locale federazione della Coldiretti lancia “Pasta Amica”. La stessa cosa avverrà per la grappa: i produttori di qualità, 14 distillatori dai Giovi in Sicilia a Pilzer in Trentino, si stanno organizzando per far conoscere la grappa nobile, quella fine e prodotta col metodo a bagnomaria discontinuo. Chi non si è accorto di questa silenziosa ma efficace rivoluzione che sta riportando sulle tavole i prodotti della terra (e non di “nicchia” come recita il linguaggio del marketing), fatti con amore come testimonia il sito antoniotombolini.com (andate subito a dare un’occhiata), sembra essere Gualtiero Marchesi, che al Corriere della Sera ha dichiarato di preferire i prodotti dell’industria. A quanto pare – leggendo le sue dichiarazioni – è preoccupato per i meno abbienti, quelli che magari vanno nella sua Albereta di Erbusco con un mutuo, per assaggiare i prodotti dell’industria o d’allevamento, cucinati però con l’estro del Divino. Scendiamo un po’ per terra (la terra!) con un Bianchello del Metauro dell’azienda Le Ripe di Roberto Lucarelli (07121893019) di Cartoceto (Pesaro): fresco, persistente, profumato, popolare e non di nicchia.
(massolon@tin.it)

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