TRIANGOLI CLINTONIANI

Di Lorenzo Albacete
03 Febbraio 2005
HILLARY CERCA UN “TERRENO COMUNE” CON GLI ANTIABORTISTI, BUSH PREME PER LE ADOZIONI. LE STRATEGIE POLITICHE DI REPUBBLICANI E DEMOCRATICI

La senatrice Hillary Clinton ha inziato la propria campagna elettorale per la carica di presidente degli Stati Uniti. è questo il significato del suo recente discorso nel quale ha invitato i pro-abortisti e gli anti-abortisti ad unirsi e a cercare un “terreno comune”. Ovviamente, la senatrice Clinton ha intenzione di candidarsi come una versione al femminile di suo marito. La chiave del successo politico di Bill Clinton era la sua tecnica di “triangolazione”, inventata dal suo un tempo guru politico Dick Morris (da quando è diventato un commentatore televisivo, Morris si è spostato a destra. Ora si sta triangolando nella sua nuova identità). La triangolazione è l’arte di collocarsi politicamente in modo tale da poter mantenere la propria base politica (coloro che voteranno in ogni caso per te) senza alienarsi gli elettori del centro. Questo significa che, se il tuo avversario ha un’idea che potrebbe sottrarti sostenitori (come risulta dai sondaggi e dai focus group), anche tu adotti quell’idea, anche se non la condividi affatto.
Ciò permette di tenere i propri sostenitori moderati o di conquistarne di nuovi. La triangolazione è una tattica politica basata interamente sui risultati dei sondaggi d’opinione e non sulle proprie convinzioni politiche (Morris e Clinton possono essere stati i primi ad applicarla, ma molti conservatori ritengono che Karl Rove e George W. Bush siano triangolatori ancora più bravi, capaci di escogitare concetti come quello del “conservatorismo compassionevole”).

IL LEADER MORALE
La triangolazione può funzionare anche per attirare gli elettori pro e anti-aborto? Senza dubbio chi ritiene che l’aborto uccida una persona innocente e chi, invece, non assegna al feto lo status di persona non possono trovare alcun “terreno comune”. Infatti, costoro oggi formano rispettivamente la “base” del partito repubblicano e di quello democratico. I Clinton non sono stupidi e ne sono perfettamente consapevoli. Se pensano che la triangolazione possa funzionare, ciò si deve al fatto che sono convinti che vi siano parecchi “moderati” che potrebbero cascarci. Io penso che in tal caso questi “moderati” dovrebbero essere i democratici cattolici, i quali o non votano affatto repubblicano oppure, se lo fanno, ne provano rimorso. I democratici cattolici che non accettano la dottrina della Chiesa non sono un problema; il vero obiettivo sono quei cattolici che si oppongono all’aborto ma che su altri temi non sono d’accordo con i repubblicani.
La triangolazione sulla questione dell’aborto sarà utile alla senatrice Clinton? Tutto dipende dal modo in cui i repubblicani sapranno triangolarsi a propria volta per la scelta del loro candidato nel 2006. Nella stessa settimana in cui la senatrice Clinton ha esortato alla ricerca di un “terreno comune”, il presidente Bush ha parlato ai manifestanti raccolti a Washington per l’anniversario della decisione con cui la Corte Suprema ha dichiarato l’aborto un diritto costituzionale.
Fatto interessante, Bush ha evitato di fare promesse sulla nomina di giudici anti-abortisti (soprattutto nella Corte Suprema) e ha detto ai manifestanti che il problema non poteva essere risolto a colpi di legge, ma solo convincendo coloro che non vedono nulla di sbagliato nell’aborto. Bush stava ovviamente cercando di fare anche lui un po’ di triangolazione, forse mettendo addirittura in pericolo una parte della sua base, tenacemente anti-abortista. In un’intervista successivamente rilasciata al New York Times, Bush ha dichiarato che era per il momento «rassegnato ad accettare la legalità dell’aborto». Il ruolo che ha assegnato a se stesso è quello di un “leader morale”. «Comprendo perfettamente – ha detto – che la nostra società è spaccata sulla questione e che continueranno a praticarsi aborti. Questa è la realtà. Penso che il mio compito sia quello di convincere il popolo a fare le giuste scelte di vita, rendendosi conto che vi sono alternative all’aborto, come l’adozione; e continuerò a impegnarmi in questo senso». Bush non può più candidarsi come presidente; allora perché dice queste cose? Perché sta cercando di fare una triangolazione sulla questione dell’aborto?

SCENARI POST KARL ROVE
La triangolazione del presidente sull’aborto è molto più interessante e significativa di quella di Hillary. Perché il partito democratico, dopo la vittoria di Bush, ritiene che debba fare esattamente ciò che sta facendo la senatrice Clinton, semplicemente partendo dal vertice opposto del triangolo? Chi stanno cercando di attrarre i repubblicani con questa tattica? In realtà, la triangolazione è più pericolosa per i repubblicani perché i cattolici e gli evangelici antiabortisti non voteranno per i repubblicani se non presenteranno un candidato di sicura fede antiabortista. Se ciò dovesse accadere, l’aborto cesserà di essere una questione importante nelle prossime elezioni presidenziali. Questa, naturalmente, è la speranza della senatrice Clinton. è anche la speranza di un partito repubblicano post-Karl Rove? Per fare un esempio: i repubblicani potrebbero nominare qualcuno come Rudy Giuliani, l’ex sindaco di New York, o il senatore John McCain, un altro repubblicano con una base elettorale su scala nazionale. Se ciò dovesse accadere, e se i democratici si fossero nel frattempo triangolati a destra, l’attuale base del partito repubblicano probabilmente se ne starebbe a casa senza votare. In quel caso la battaglia sarà combatutta su altre questioni, come quelle della difesa nazionale e dell’economia. Questo, io credo, dovrebbe favorire i democratici, specialmente se la triangolazione sull’aborto permettesse loro di mantenere il voto dei democratici cattolici antiabortisti.
Forse i cattolici si renderanno conto che nessuno dei due partiti è “la” casa dei cattolici e che il “terreno comune” esiste già se lo si riconosce nell’esperienza di appartenere alla medesima Chiesa.

PER LA VITA A SAN FRANCISCO
Caro direttore, sabato 22 gennaio si è tenuta a San Francisco la prima Walk for Life West Coast (Marcia per la vita della costa occidentale). Più di settemila persone provenienti da California, Florida, Alaska, Oregon. Il corteo era scortato da poliziotti su entrambi i lati per impedire eventuali scontri con i manifestanti “pro-choice” (“a favore della libera scelta”), circa un migliaio. Sono riapparse come d’incanto scritte che sembravano venute direttamente dai sit-in postsessantottini: «Take your rosaries off my ovaries» (“Via i rosari dalle mie ovaie”), «My body is mine» (“Il mio corpo è mio”), cioè il celebre “Io sono mia”.
Assolutamente fuori luogo la virulenza degli attacchi contro manifestanti pacifici composti da famigliole con bimbi in carrozzina, giovani tranquilli, anziani, un’aggressività davvero illiberale: il corteo ha dovuto infatti cambiare strada più volte per evitare scontri, lanci di uova, sputi.
Il gruppo dei contestatori era formato da giovani e da sparuti gruppi di ex sessantottini, bianchi, liberal, gay-lesbian-etero, atei o cattolici (i famosi “Catholics pro-choice”) mentre i manifestanti erano più che altro cattolici e protestanti americani tradizionalisti, messicani, italoamericani, cinesi, appartenenti a strati sociali più svantaggiati o alla piccola borghesia, in maggioranza pro-Bush, con l’eccezione dei “Democrats for life” e delle “Feminists for life”. Infatti molti dei cartelli esposti dai contro-manifestanti erano indirizzati a Bush.
L’inizio della marcia è stato suggellato dai discorsi dei rappresentanti di organizzazioni cattoliche, laiche, protestanti. Sul palco, alcune donne e uomini recavano sul petto cartelli con scritto «Mi pento del mio aborto» e «Mi pento della mia perduta paternità».
Viene da chiedersi perché, nel nostro paese, è ancora impensabile una Marcia per la Vita mentre ci si riempie la bocca della Marcia per la Pace. Eppure la difesa della vita dovrebbe venire prima della pace: se facciamo guerra ai nostri figli, come possiamo parlare di pace nel mondo?
Claudia Castellani, San Francisco (Usa)

“CIAO PAPA’, SONO KATIE”, E IL DONATORE DI SPERMA BOBBY TRAMORTI’
Un venerdì mattina il signor Bobby Gerardot, robusto cinquantenne di Augusta, Georgia, riceve un’incantevole letterina: «Mi chiamo Katie e ho diciassette anni. Più o meno un anno e mezzo fa mia madre mi ha detto che mio padre è un donatore di sperma. Credimi, mi sono messa a ridere proprio di gusto. Mi sono rotolata per terra dalle risate, voglio dire. Non è che ti sto contattando perché ho bisogno di soldi o mi manca una figura paterna. La faccenda è che metà dei miei cromosomi sono tuoi… Voglio semplicemente sapere chi sono e perché diavolo sono come sono. Katie Witthaker».
A Bobby prende un colpo. Ha una moglie, Lisa, e due figli, Will e Noah. E se le cose erano andate come immagina che siano andate, ci sono almeno altri novantasette “suoi” ragazzi in giro per il mondo. Alla Xytex gli avevano garantito l’anonimato. Ma poi la legge è cambiata, assicurando ai nati da donatori il diritto di conoscere le proprie origini biologiche. Bobby stesso è un figlio adottivo. Sa bene che cosa vuole dire quella faccenda di voler vedere in faccia il proprietario dei tuoi cromosomi. Ci sono anche delle foto, accluse alla lettera. Bobby ci resta proprio secco. è come se quella ragazzina la conoscesse da sempre. Sua moglie è una donna socialmente impegnata, non ha nulla da dire sul fatto che i due si incontrino.
Tre settimane dopo si vedono tutti, Bobby e i suoi, Katie e sua madre Carol, l’inseminata. Katie somiglia molto a Bobby, è una ribelle come lui, a scuola non combina granché, da qualcuno deve pur avere preso. Le cose andrebbero anche bene, ora fanno una specie di grande famiglia, se non fosse che Carol si è innamorata di Bobby. Lisa ha una gran pazienza, dice che è normale. E poi non è amore come crede Carol, è solo gratitudine. Katie ha ottimi rapporti con i fratellastri Will e Noah, ma adesso si è messa in testa di rintracciare i restanti novantasette: Bobby è terrorizzato, ma è tanto un buon uomo. La sua vita sta diventando un immane casino. (tratto dal Foglio, 23/07/04)

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