Tu chiamalo, se vuoi riformismo
Adesso si sa che se anche vinceranno nel 2006 le elezioni politiche, non essendo in grado di sottrarsi al ricatto massimalista non potranno mai governare». L’affondo di Angelo Panebianco, “La disfatta riformista”, che la direzione del Corriere della Sera ha di fatto sposato collocandolo in prima pagina e in posizione di editoriale di apertura, ha scatenato le ire degli inquilini politici di casa Prodi. Piero Fassino ne ha parlato alla convenzione di sabato scorso accusando implicitamente il giornale diretto da Stefano Folli di intelligenza con il nemico berlusconiano.
E pare che ai piani alti di via Solferino siano arrivate pesanti rimostranze da parte dei prodiani, insieme a qualche velata minaccia, se le elezioni dovessero andare come è persuaso che andranno Massimo D’Alema – «la lista Prodi è già al 36%» sostiene infatti il presidente Ds – di una defenestrazione dell’attuale direttore. D’altra parte, al Corriere della Sera si segnalano già nervosi movimenti ai vertici della compagine azionaria. Aria di ribaltone? Mah. Nessuno si stupirebbe se, non essendo ormai più sufficiente il lavorio politico del suo cdr, controllato da oltre un trentennio dall’ottimo sindacalista Fiengo, qualcuno andasse alla conquista del più sacro dei palazzi della stampa italiana e ci mettesse in capo un bello squadrone della gauche-au-caviar, sul modello dell’ormai no global e ultrà antiamericano Le Monde. D’altra parte Berlusconi controlla già tutta l’informazione italiana (eccetto che le redazioni di Rai, Mediaset e quelle di quasi tutte le testate della carta stampata, nazionali e locali), volete che non si senta la necessità di un doppione di Repubblica?
Prodi come Ingrao (anni’70)
Ora succede che, non le opinioni, ma la testarda realtà dei fatti offrano ragioni da vendere alle osservazioni fatte da Panebianco e sottoscritte dalla direzione del Corsera. Succede che, mentre la Chiesa (nelle parole del cardinal Ruini che riconosce «la svolta verso l’Onu c’è») e mentre tutto il mondo cattolico (da Cl alle Acli, dal Forum del terzo settore a Sant’Egidio, dalla Misna a Pax Christi) condivide la decisione del governo Berlusconi di assumersi la ragionevole responsabilità di non ritirare le truppe dalla ricostruzione dell’Irak, Romano Prodi, il cattolico Romano Prodi, sposa la via del massimalismo e di un pacifismo da anni Settanta, quando Pci, arcobaleni ed estremisti di destra e di sinistra vari, sfilavano (come torneranno a sfilare il prossimo 4 giugno a Roma in occasione della visita di Bush in Italia) contro gli euromissili (e se avessero vinto loro invece che i cattolici atlantisti e i socialisti riformisti, ci avrebbero regalato la “finlandizzazione” dell’Europa e, molto probabilmente, il puntello per non far cadere i muri di Berlino del totalitarismo dell’Est). Ha perciò gioco facile Panebianco a replicare alle vivaci contestazioni che gli muove la Margherita dal suo organo di stampa Europa: solo ai prodiani, replica l’editorialista del Corriere, pare irrilevante «il fatto che non solo Bush ma anche il suo avversario Kerry, la Chiesa in tutte le sue componenti, l’egiziano Mubarak e tanti altri chiedono alle truppe straniere (comprese le nostre) di restare in Irak».
è difficile dare torto a don Gianni Baget Bozzo, secondo cui il capolavoro di Romano Prodi è stato quello di aver trasformato il Triciclo in un Ulivo esteso all’infinito, dove anche le rette parallele si incontrano e quindi anche gli Amato, i Ranieri e i Marini vanno a braccetto con i Bertinotti, i Diliberto e gli Agnoletto. Anche se gli uni dicono di essere «assolutamente contrari al ritiro delle truppe dall’Irak», gli altri dicono di essere «assolutamente favorevoli al ritiro delle truppe dall’Irak». Anche se gli uni si dicono “atlantisti”, gli altri gridano «fuori l’Italia dalla Nato». Anche se gli uni sono filoamericani e blairiani, gli altri appoggiano la resistenza irakena e marciano contro Bush e Blair. Anche se gli uni parlano di “riformismo”, gli altri di “antagonismo”. Già, che altro esemplifica se non “la disfatta riformista”, l’ammucchiata zapaterian-pacifista della lista Prodi?
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