Tullio dixit
Lo scontento tra i docenti è alle stelle. L’idea della lotteria sulle Ferrari per pagare gli stipendi non è piaciuta a nessuno. E nemmeno hanno entusiasmato le trovate del segretario Ds Valter Veltroni, che nel dibattito di fiducia al governo Amato, nel suo intervento alla Camera, ha proposto utilizzare le concessioni telefoniche Umts per finanziare gli aumenti di stipendio a maestri e professori. Un mese di dichiarazioni del ministro Tullio De Mauro mostrano il responsabile dell’istruzione già in grave difficoltà. La chicca del ministro è arrivata a metà maggio quando ha dichiarato che l’appendice al “Manifesto” di Marx ed Engels “è un discreto promemoria sui diritti, il punto di partenza di tutti noi”. Non male per un libretto divenuto la piattaforma ideologica di un’utopia che ha sterminato100 milioni di persone. Per rimediare il neo ministro ha quindi valorizzato Giovanni Gentile. Cimentandosi su cose più serie il ministro ha dichiarato che toccherà alle singole scuole attribuire gli aumenti di stipendio. Ma chi deciderà questi aumenti? I dirigenti scolastici (e le loro lobby interne), i collegi dei docenti (che per un nonnulla si trasformano in baraonde ingovernabili), o le future Rsu (rappresentanze sindacali unitarie che saranno elette nel prossimo dicembre), ovvero i sindacati? Mistero. Intanto il neo ministro fa l’occhiolino proprio a loro, a Cobas e sindacati, spiegando che hanno ragione a scioperare. De Mauro, il nuovo ministro della vecchia solfa dei politici di lotta e di governo.
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