Tutti gli articoli
Il grande attore nello spot della Chrysler al Super Bowl instaura un parallelo tra il football e la partita che sono chiamati a giocare i cittadini americani: «Ci siamo messi insieme e ci siamo rimessi a combattere. Ci sono momenti duri in cui la nebbia oscura la luce che sta oltre. Ma dopo queste tribolazioni, l'America è sempre ripartita da ciò che è giusto».
Nelle casseforti delle grandi corporation americane c'è tanto cash da poter acquistare il Canada. La Apple, con i suoi 97,6 miliardi di dollari, potrebbe comprare l'Eni, l'intero emirato del Qatar o qualche banca. Obama dovrebbe esserne contento, peccato che a causa delle tasse molto alte 64 di questi miliardi la Apple li tenga in banche estere.
Dopo la figuraccia rimediata all'Olimpico l'Inter saluta lo scudetto. Per Gianluca Rossi, commentatore sportivo e interista sfegatato «la colpa non è di Ranieri. La squadra non c'è più, i giocatori sono sfiniti e la società non ha più soldi da investire nel mercato. L'unica soluzione è scovare talenti nel proprio vivaio».
Appena nevica un po' gli stadi italiani diventano impraticabili, le partite noiose e gli stadi vuoti? Intervista al giornalista freelance ed esperto di società di calcio Francesco Caremani: «L'unico modo per uscirne è creare stadi di proprietà delle società di calcio. Il pubblico dello Juventus Stadium è tra i primi in Europa».
L'accordo per ottenere dall'Europa 130 miliardi di aiuti doveva essere trovato entro domenica notte. Invece non è arrivato. Al 13 febbraio è stato fissato l'ultimo termine tecnico per evitare la bancarotta, che scatterebbe il 20 marzo alla scadenza di 14,5 miliardi di titoli di Stato. Ma sono troppo pesanti i tagli richiesti dall'Europa