Filtrato da una razione abbondante di polenta alla valdostana il mondo di laggiù appare una cosa lontana e superflua. Però, improvvisamente, ecco che qualcosa mi strappa all’esilio rupestre
Giorgio Paolucci su Avvenire (11 luglio) ha molte ragioni quando scrive che «la creazione di un’enclave cementata dall’appartenenza religiosa non contribuisce certo ad abbattere i diaframmi culturali che una visione fondamentalista dell’islam ha edificato in questi anni»