La supponenza della cultura dominante. E la morte che subito viene. L’inevitabilità di una lotta.
E il male forte come l’amore. La Straniera. E la gioia della libertà dal proprio maledetto “sentire”.
Una donna, intellettuale e giornalista. E il suo “perché” la Chiesa
Perdere il lavoro a 40 anni e trovarsi catapultati dalla spensierata (e benestante) solitudine del manager, alla pensosa (e indigente) condizione dei naufraghi. Disoccupati si raccontano: «Solo un’amicizia salva»