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“Con l’allontanamento di Ruggiero l’Italia ha chiarito la sua posizione, come pure ha votato obtorto collo in favore della nuova valuta imperiale: la quinta per la Germania negli ultimi 84 anni. Ora finalmente la Grand Opera Italia dovrebbe attingere ad un’altra tradizione che le appartiene: quella della sottigliezza”. Così (documenta) il nostro grande corrispondente da Londra. Ecco perché Berlusconi, in un’intervista al Times, ha proposto a Blair e Aznar “passione e lotta per un’Europa” non sottomessa alla burocrazia di un Superstato a guida ex-neo-post-comunista
di Richard Newbury
Colombia. Dopo quattro anni di trattative in cui il presidente Pastrana aveva fatto ogni concessione ai rivoluzionari (comunisti) di professione, i rivoluzionari (comunisti) di professione hanno rotto le trattative di pace e promesso di tornare a combattere come piace a loro: massacrando civili e sviluppando la più grande industria della cocaina mondiale (analoga a quella che i Talebani avevano impiantato con l’eroina in Afghanistan). Una lezione che l’Italia (che pure non è né un Paese delle banane, né dei fichi d’India) però farebbe bene a studiare
di Maurizio Stefanini
“Né con lo stato, né con i terroristi”. Vi ricorda qualcosa? Sono le stesse parole d’ordine del pacifismo intellettuale colombiano. Che ha fallito. Mentre i martiri della pace (come sempre) sono i poveri e i contadini che vengono massacrati (come nella strage di capodanno) con l’eroica determinazione dei compagni comunisti che (come sempre) sparano contro i disarmati, le chiese, gli ospedali, gli anarchici…