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Questa settimana l’editoriale è la lettera di una nostra amica. Scritta dal kibbutz Sasa, Galilea, Israele. La sua causa è la nostra. Ed è la stessa del popolo palestinese. Contro il terrorismo. Per non rimanere ostaggi di chi semina solo odio e morte, tra i figli dei due popoli
di Angelica Livne Calò
Il terrorismo islamico è come il nazismo. Ci odia per quello che siamo. E continuerà dopo la fine di bin Laden. Per questo non importa quali siano le intenzioni del Dipartimento Usa: la terza guerra mondiale è iniziata. In esclusiva per “Tempi” l’intervento di un liberal della sinistra americana, columnist di “The New Repubblic”
di Michael Sean Winters
Le cose sembrano proprio mettersi bene per Vladimir Putin. Nonostante le grandi incertezze della politica internazionale (anzi, in buona parte proprio grazie ad esse) la Russia si prepara a fare il salto di qualità tanto agognato, per realizzare il sogno di diventare un paese “ricco, stabile e rispettato”, secondo la definizione dello stesso presidente.
Una 35enne nigeriana condannata a morte per lapidazione per aver avuto rapporti sessuali con un uomo sposato, assolto dall’accusa di adulterio per “mancanza di prove”. Così si applica la sharia, la legge penale coranica, nella Nigeria del nord. Il governo nazionale lascia fare, e l’estremismo islamico cresce
di Rodolfo Casadei
Qualcuno svegli Casarini, Agnoletto, Beppe Grillo, padre Zanotelli e tutti gli altri no-global: è arrivato un altro studio della Banca Mondiale, l’ennesimo, a documentare statistiche alla mano che la globalizzazione, diversamente da quanto costoro propagandano, sta avvantaggiando i paesi poveri che ad essa si aprono.