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Sto scrivendo questo pezzo da Los Angeles, California, dove mi sono fermato sulla via di ritorno a New York dopo aver trascorso alcuni giorni per una serie di conferenze nella capitale dello Stato più ricco degli Usa, Sacramento, distante soltanto un’ora d’aereo da quest’altra capitale mondiale dell’industria dello spettacolo.
Mi sono chiesto tante volte perché il pacifismo sia divenuto l’identità politica dei cattolici. Mi era ben chiaro che esso consisteva nel pensare che il Nuovo Testamento avesse abolito l’Antico Testamento e che quindi le regole date da Gesù nel Nuovo Testamento fossero divenute anche regole politiche: il pacifismo assoluto è l’unica posizione possibile per il cristiano se si intende che il «dare l’altra guancia» sia un precetto che riguardi la vita pubblica.
Né santa, né empia. È solo una guerra. In difesa di una libertà, di una pace, di una giustizia senza presunzione. Contro il terrorismo di un nazi-islamismo che minaccia il mondo di tutti e di ciascuno. In nome di un dio, che se c’è, non c’entra. Cento domande (risposte) a quegli italiani che pensano ancora che la manifestazione filoamericana di Roma non sia una buona idea (e la partecipazione dell’Italia alle operazioni militari alleate non giustificata)
di Rodolfo Casadei
Il Paese dove per una banalità si rischia la condanna a morte per blasfemia è il più fragile degli alleati contro i talebani al potere in Afghanistan. Lì la vita (soprattutto per la minoranza cristiana) è tutt’altro che rose e fiori. Piccolo viaggio di studio in questa periferia del mondo che potrebbe restare al centro dell’attenzione internazionale per un bel po’. Anche per prepararsi all’incognito futuro
di Maurizio Stefanini
A che gioco sta giocando il Sudan? Il paese dove nel 1989 sono saliti al potere militari ed estremisti islamici insieme e che fra il 1992 e il 1996 ha ospitato Bin Laden e i suoi uomini, oggi si presenta come il tassello più indecifrabile del mosaico internazionale dopo gli attentati dell’11 settembre.
La guerra internazionale contro le reti finanziarie dei gruppi terroristi è cominciata ufficialmente il 30 ottobre scorso, allorché il Gruppo d’azione finanziaria contro il riciclaggio dei capitali ha concluso la sua assemblea plenaria straordinaria a Washington emanando una lista di “Raccomandazioni speciali per combattere il finanziamento del terrorismo” dirette a tutti gli stati del mondo.
Ancora Limes? Ancora Limes. Questa rubrica è un “servizio di lettura” e così eccoci qua ogni volta che viene realizzato uno strumento utile a penetrare la realtà in maniera non estemporanea (o quantomeno a problematizzarla, senza voler far tornare i conti anche quando essi si negano al nostro piccolo pallottoliere).