Tutti gli articoli
Egregio Presidente Bush, chi le scrive è una ragazza italiana che frequenta il penultimo anno della scuola superiore. Le sembrerà strano che io mi rivolga a Lei, ma vorrei esprimerle con questa lettera tutta la mia solidarietà per il popolo americano, che mai come in questo periodo sta dimostrando, messo a dura prova, la sua tenacia e determinazione, e per Lei, presidente, che si trova a dover reggere le fila di una situazione molto complessa .
«Uffa, un’altra sbarbata delle solite». Ho pensato così quando, giovedì 18, il direttore mi ha spedito a seguire Gianluigi Da Rold, capo uffico stampa della Compagnia delle Opere, che — ospiti del “Club Santa Chiara” presieduto da Marco Palmisano — intervistava Mario Giordano, direttore di “Studio Aperto”, sul tema “La Tv tra fiction e realtà: il ruolo dell’informazione nella ricerca del vero”. Piacevole sorpesa, invece.
«Perché dobbiamo scegliere fra Bush e Bin Laden? E chi l’ha detto che sotto l’egemonia degli estremisti musulmani si starebbe peggio?». Cronache dalle assemblee studentesche su terrorismo e guerra. Dove gli studenti succhiano il relativismo dai loro professori: non c’è niente per cui valga la pena lottare.
di Rodolfo Casadei