Tutti gli articoli
Pakistan e Arabia Saudita. Fino a che punto gli ex-protettori di Bin Laden sosterranno l’offensiva alleata contro i Talebani? Mentre in Israele e Palestina ogni tregua viene sistematicamente violata dalla furia devastatrice di un conflitto sempre sull’orlo di sfociare in guerra aperta. Ecco perché, vista dal Medioriente, l’operazione “enduring freedom” potrebbe trasformarsi in un’impresa maledettamente complicata
di Gian Micalessin
Il presidente Putin ha deciso di appoggiare con moderazione il piano americano di lotta senza quartiere al terrorismo internazionale; dal punto di vista congiunturale la scelta si giustifica in modo naturale, essendo la Russia, e il presidente in prima persona, impegnata da anni in un frammento di tale guerra universale, di cui non riesce a venire a capo in alcun modo.
I movimenti di matrice islamica sono particolarmente diffusi in tutta Asia. Ma nonostante le chiamate per il jihad universale contro l’America, non appaiono fino ad oggi segni di un fronte comune islamico. Sarà compito di George W. Bush muoversi strategicamente perché questo non avvenga
di Enrico Madama
Nonostante le rassicurazioni delle autorità, l’opinione pubblica nordamericana continua a temere nuovi atti terroristici. E, soprattutto, attentati con armi non convenzionali. Ecco perché è (quasi) solo un incubo. Parlano gli esperti della speciale task force italiana, creata per far fronte ad eventuali attacchi chimici e/o batteriologici
di Alessandro Degli Occhi
Alla fine degli anni Ottanta apparve su Nature un trafiletto dal titolo “Gruinard handed back”, in cui si raccontava in breve il caso dell’isola di Gruinard (Scozia – ndr), sul cui territorio fu sperimentata la resistenza delle spore dell’antrace all’esplosione e agli agenti atmosferici, nell’ambito di un programma di ricerca per lo sviluppo di armi biologiche da parte dei tre governi del Regno Unito, Canada e Stati Uniti d’America.