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“Cari colleghi, a riguardo dei tragici eventi di New York, sottopongo alla vostra riflessione la lettera di un mio ex compagno di college, emigrato in America dall’Afghanistan”. È quanto scrive Toivo Kallas, dal Dipartimento di Biologia e Microbiologia di un’università americana. Lettera che giriamo ai nostri lettori
di Tamin Ansary
Tutte le classi dirigenti dei paesi arabi e musulmani comprendono l’inevitabilità dell’azione armata contro Bin Laden e i santuari del terrorismo internazionale. Nessuno vuole una guerra di religione, ma la pressione di “operazione infinita” sui paesi dove il fondamentalismo fa presa su larghe masse potrebbe produrre esiti imprevedibili. Corrispondenza americana di uno studioso di scenari globali
di Carlo Pelanda
È l’unico giornalista occidentale che conosce le montagne afghane come le sue tasche. Memorabili i suoi reportage all’epoca dell’invasione sovietica e i sette mesi di prigionia a Kabul. Dove un camion militare sovietico lo investì riducendolo in fin di vita. Il ritorno in Afghanistan di un inviato di guerra che rivela: “Sono stato latore di un messaggio dei Talebani per Giovanni Paolo II”
di Fausto Biloslavo
È stato l’eroe della resistenza antisovietica. Era scampato a decine attentati. Fino a due settimane fa. Quando sicari algerini al servizio di Bin Laden, spacciandosi da giornalisti, lo hanno raggiunto e ucciso nel suo rifugio sulle montagne del nord Afghanistan. E ora si scopre che la sua morte era il segnale che ha dato il via all’attacco terroristico all’America. Il comandante Massoud nel ricordo di un amico