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Dalle Ande agli Appennini, in attesa di una calata dalle Alpi alle piramidi, sbarca in Italia un ispanofono noto nel mondo di lingua tedesca e tradotto da un germanista. Come dire: passaggio dal Manzanarre al Reno. Un suo pionieristico scopritore ne descrive mentalità, tecnica espressiva, efficacia. E una fissazione: glossare, continuamente “in progress”, un misterioso “testo implicito”. Che esplicitamente manda all’aria le presunzioni e le (false) certezze del “progetto illuministico”
di Giovanni Cantoni
Come nei sogni di tanti ragazzi. Diventare numeri uno e divertirsi da morire. Con un pacco di centoni in tasca, una donna al giorno, il giro di Bmw, moglie e figli di scorta, notti sempre a mille. Poi il male di vivere una vita sbagliata, l’avvitamento, la picchiata, il botto. Dalla notte del quasi suicidio, al buongiorno di Tato, Giorgio, Anna… Confessioni di un re delle discoteche, direttore per dieci anni dei mitici Rolling Stone e Propaganda di Milano
Niki Cretella si racconta a Emanuele Boffi (foto ai "popoli" dell'Idroscalo di Milano di Marta Carenzi)
È il primogenito di un papà leader di CL. Ha perso la mamma, Emilia, esattamente un anno fa, in un incidente stradale in Paraguay. Giovanni ha 24 anni, è laureando in medicina e tra un anno emigrerà in Texas per specializzarsi in chirurgia oncologica. In una sera di mezza estate è stato invitato da un gruppo di adulti in vacanza (con ottanta bambini al seguito) a raccontare della sua esperienza. Resumé breve (e faulkneriano) della testimonianza di un figlio a padri, madri (e fratellini)
di Giovanni Cesana, negli appunti, non rivisti dall’autore, di Giuliana Valzasina
«Il sabato, in un piccolo villaggio somalo / Ibrahim Ali Kismayu / mangiò un foglio che diceva: “Help Somalia Now!” / Che gioia! Che gioia! Che grande gioia!» La retorica dell’oggi molto coccolato popolo di Seattle e dell’“ambientalismo dalla pancia piena” non riempie le pance dei paesi poveri, come osserva il poeta Bernardo Atxaga. Mentre la tanto vituperata tecnologia e le molecole chimiche negli ultimi 30 anni hanno ridotto dell’80% la mortalità infantile, più che raddoppiato la produzione agricola e continuano a far calare i prezzi dei prodotti alimentari di base, oltre al numero assoluto delle persone in stato di povertà. Ecco perché non serve la tecnofobia anti-Ogm, ma una globalizzazione che porti i progressi della scienza moderna nelle mani dei contadini affamati di Africa ed Asia
Intervista a Thomas De Gregori a cura di Francesco Esposito