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Respinti Marco
18 Gennaio 2001
I Democratici consumano caldo il piatto della vendetta e menano fendenti ancor prima che l’Amministrazione Bush sia entrata ufficialmente in carica. Nel gabinetto del neopresidente eletto tornano vecchie conoscenze Repubblicane che ce la metteranno tutta per apparire più realiste del vecchio re-guerriero Ronald Reagan. Riusciranno? Le aspettative, dentro e fuori il partito e il giro dei suoi aficionados, sono grandi. E il nuovo corso statunitense sembra avere le carte in regola per non deludere. Se non tutte, almeno molte. Soprattutto per fare del duo Clinton-Gore un ricordo. Pallido. Ecco una piccola geografia bushana per curiosi.
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Tempi
18 Gennaio 2001
Baget Bozzo su Kohl, il Ppe e il cielo sopra Berlino. Il giusto diritto al buono scuola e le ingiustizie di una cattiva riforma scolastica
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Tempi
11 Gennaio 2001
E un po’ di recessione arriva anche negli Usa. Bush comincia con un esame difficile. Ma probabilmente lo passerà.
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11 Gennaio 2001
Com’è che questo nostro foglio, che certo non può nemmeno lontanamente paragonarsi al peso che hanno le corazzate del giornalismo italiano, si divide nel tifo tra repubblicani e democratici Usa e, mentre è nota ai lettori la sua sincera simpatia per il centro destra italiano, alle elezioni israeliane del prossimo 6 febbraio tiferà (in spe contra spem) per la sinistra del sionismo più laicista e pacifista?
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11 Gennaio 2001
Anno nuovo, vita vecchia: così, per quel che riguarda l’Italia, andrebbe declinato il noto adagio che si cita ad ogni inizio d’anno
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Luigi Amicone
11 Gennaio 2001
Nessun governo israeliano potrà mai accettare il “diritto al ritorno” in Palestina per i 3,7 milioni di profughi del 1948, né rinunciare in toto alla sovranità sulla Spianata del Tempio. Il piano Clinton offriva ad Arafat il massimo: sovranità sulla quasi totalità dei Territori Occupati e Gerusalemme capitale. I palestinesi hanno perso un’altra occasione. Parola di Zeev Sternhell, il più autorevole storico israeliano laburista. Che precisa: “tutti i coloni ebrei a Gaza e gran parte di quelli in Cisgiordania devono andarsene”
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