Tutti gli articoli
Come si spiega che Al Gore, nonostante il decennio democratico di straordinaria crescita economica, corra il serio pericolo di essere sconfitto dal repubblicano Bush? E perché l’America non si specchia più nel tradizionale confronto tra sinistra e destra, conservatori e liberal? È la post-modernità, amico, e dal cuore dell’Impero è partita la ricerca di una nuova politica che sia espressione di esperienze di libertà
La politica estera non ha mai inciso molto sul risultato finale di un’elezione presidenziale americana, benché la corsa alla Casa Bianca sia seguita con tanta attenzione all’estero
proprio perché incorona il capo della più grande potenza politica e militare mondiale. Nello specifico, fra i due candidati il più inesperto appare Bush, eppure il suo isolazionismo moderato e la sua proposta di un’America “umile” nel mondo potrebbero avere la meglio sull’interventismo di Gore
e sulla sua troppo vasta “agenda strategica”
Sarà un luogo comune, ma il “paese reale” statunitense è davvero diverso da quello “legale”. La conferma viene ogni quattro anni: alle elezioni presidenziali votà metà degli aventi diritto(e quest’anno, pare, anche di meno). Eppure non c’è deficit di democrazia. Anzi. Viaggio in una libera repubblica di liberi cittadini, vicini allo slancio ideale del l’io umano, lontani dal collettivista e retorico giacobinismo europeo