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“L’anglicanesimo fu un’imposizione della Monarchia e non il frutto di correnti protestanti e anticlericali giunte sull’isola. In realtà gli inglesi erano buoni cattolici e tali sarebbero rimasti se i loro parroci fossero rimasti fedeli e Roma e non, per politica, al Re. Oggi l’Inghilterra è completamente pagana e la gerarchia cattolica fa male se crede di risolvere il problema con l’assai timido e modesto programma di stabilire alcuni valori condivisi dalla società”. Parola dello storico cattolico più autorevole del Regno Unito.
Non è la rapina che ha fatto ricco l'Occidente e povero il Sud del mondo, ma l’impeto avventuroso e razionale del Vangelo. Per aiutare il Terzo mondo van bene le campagne per la cancellazione del debito e gli aiuti internazionali, ma non serviranno granché se non si punta - come in Corea- sull'educazione e il cambiamento delle mentalità. Il contributo più grande che può dare l'Occidente è la condivisione del bisogno per amore di Cristo. Mentre troppo spesso negli ambienti ecclesiali si fa un cristianesimo complessato dal retaggio exneopostcomunista e molto ideologicamente chiacchierone sui poveri. Un noto giornalista e missionario del Pime non esita ad accarezzare contro pelo il mondo delle missioni, dell’ecumenismo e del volontariato cristiano
Conversazione di Rodolfo Casadei con Piero Gheddo
Metti una sera (del 1983) in campagna, a conversazione con un gruppetto di giovani di Monte San Savino, piccolo borgo tra le colline toscane. Dove un uomo che oggi ha quasi ottant’anni (e che, come aveva scritto a vent’anni in una lettera a un amico, ha avuto una sola ossessione, quella del “Io non voglio vivere inutilmente”) era stato invitato a parlare da ragazzi di un mondo ancora contadino, ma già irretito dal potere delle ideologie e delle mode omologanti dell’epoca. La non episodica persuasività in azione di un carisma che ha educato decine di migliaia di ragazzi. Al quietismo religioso? No, alla felicità laica
Da un dialogo con don Luigi Giussani* (le illustrazioni fotografiche sono di L.A., da un soggiorno in Ulster)
Dal “giornalista” don Abbondio al “madonnina infilzata”, sintesi linguistica di tutte le cialtronerie del commentatore moderno. Dal volgo disperso che nome non ha, all’esser insieme, come amici a un viaggio convenuto. Dal regno del caos e della necessità, alla casa della libertà e della carità. L’altrove fisico e metafisico rispetto all’ipotesi di un cristianesimo associazionistico e senatoriale. L’antisentimentale e violenta attualità de "I Promessi Sposi". O del cattolicesimo come forma e possibile destino del popolo (con illustrazioni tratte dall’opera di Giovanni Segantini)
Promette di essere la più riuscita edizione di Giochi olmpici degli ultimi vent’anni. Australia, bellezze naturali e organizzazione perfetta, promette. Dopo il caos di Atlanta e gli imbarazzanti invernali di Salt Lake City. Una cosa è certa: le Olimpiadi vendono tutto, ma soprattutto immagine. Per questo nessuno vuole mancare, a cominciare dai giornalisti. Dal nostro inviato (e del Corriere della Sera) molto speciale (seguono dettagli alle pagine17-19)