Si vorrebbe istruire le grandi masse a trasformarsi nei viandanti di Nietsche, che chiuse le porte del cuore e della ragione umani, proclamano: "questo ardente desiderio del vero, del reale, del non apparente, del certo, come lo odio!". Ma nell'ora dei "custodi del tempio vuoto" pensate che (ancorché la sua memoria sia ovunque favorita) Auschwitz sia lontana? Una pasionaria del pensiero forte ha cercato una risposta leggendo per noi "Une voix vient de l'autre rive" (Gallimard), l'ultimo recentissimo saggio del più arendtiano dei filosofi contemporanei, l'ebreo francese Alain Finkielkraut