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L’omicidio in pieno stile mafioso di Arkan, il famigerato capo delle “Tigri” accusate dei genocidi in Croazia, Bosnia e Kosovo, ha riproposto la disastrosa condizione dei paesi balcanici, passati dal comunismo a dieci anni di guerre. Fino all’intervento “umanitario” della Nato che per eliminare (senza successo) Milosevic ha distrutto un paese la cui economia, secondo le stime degli economisti, si regge oggi, tra il 30 e il 70%, su attività criminali. Con l’inevitabile contorno di bande di mafiosi che dirimono le loro divergenze “politiche” a colpi di kalashnikov. Ascesa, fortune e morte di un normale gangster di Belgrado
La Cdu affonda nei sondaggi sotto i colpi dello scandalo Kohl, ma la Baviera è il land con la quota di disoccupazione minore della Germania ed è governata dalla Csu, l’unione cristiano sociale federata alla Cdu. Che da Monaco (come da Milano in Italia) si candida a guidare l’opposizione al governo delle sinistre
Il vescovo di Tunisi, monsignor Fouad Twal - che inopinatamente il capogruppo Ds al Senato ha definito con sprezzo “quel prete sconcio” - nel corso del funerale di Craxi ha evocato “i beati perseguitati per causa della giustizia”. Il leader del Psi non era un santo. Ma siccome Dio dirà l’ultima parola anche a proposito dei presunti giusti, non sarà solo per ricordare un amico che qui ripubblichiamo l’ultimo articolo che Craxi scrisse per Tempi il 3 maggio del 1999, nel corso della “guerra giusta” contro Belgrado