Tutti gli articoli
Per non annoiarci con le rituali inchieste sulle occupazioni d’autunno, siamo andati nelle scuole occupate. Dove siamo anche intervenuti (in qualità di “esperti”) nel dibattito sulla parità, (quasi ovunque) monopolizzato dal luogo comune che senza il monopolio di Stato la scuola rimarebbe orfana e non sarebbe più pubblica. Cosa che naturalmente non sta né in Olanda né in Inghilterra. Ecco il campionario (un po’ salace) delle vanità osservate da un inviato sceso nella fossa dei leoni
Tangentopoli in Germania: l’ex leader Cdu, ha dovuto ammettere fondi neri per finanziare il partito. Ma se sui giornali è partita la resa dei conti con il cancelliere che ha guidato il paese per sedici anni portando alla riunificazione con la Germania Est, la stessa Spd si rivela assai prudente. E soprattutto è stata subito istituita una commissione d’inchiesta che giudichi i fatti in Parlamento. Senza innescare la macchina giustizialista che da sette anni tiene in ostaggio la politica italiana
Il decreto 229 del ministro Rosy Bindi è in evidente contraddizione con la Raccomandazione n. (97) 17 sulla Linee per la qualità dell’Ue.
Da un lato rigidi schematismi e lo Stato come soggetto che contemporaneamente definisce, eroga, paga e controlla assolvendo in modo totalizzante al bisogno sanitario.
Dall’altro la professionalità e la libertà dei medici e del malato.
Ecco come le preoccupazioni dell’Unione europea entrano in contrasto con le storture concettuali, d’impostazione e di realizzazione che fanno del decreto delegato del ministro della sanità italiano una sorta di bomba legislativa contro i cittadini.
Ricordate la Conferenza nazionale della Sanità, Roma 24 novembre 1999, con stampa e Tv a scolpire l’immagine di un Cardinal Carlo Maria Martini benedicente la beata Rosy Bindi e il governo D’Alema? Tempi ha letto il discorso integrale dell'Arcivescovo di Milano. Ecco cosa ha detto veramente Martini e le parole (sussidiarietà vs statalismo, responsabilità vs assistenzialismo) dimenticate (pro domo sua) dal ministro della Sanità