Ubriachi con due bicchieri?
Mentre si contano i danni di un’annata bizzarra, ritornano come una matematica i segni della consolazione della natura. Così, a fronte di una diminuzione di uve e di vino, si parla di record per quanto riguarda olive, funghi e tartufi. E la tentazione è stata grande, la scorsa notte, mentre girovagavo tra le campagne di Mantova e Cremona: fermarsi a Canneto sull’Oglio, in quella trattoria di lusso dei coniugi Santini, e mangiare un piatto di ovuli e di funghi trifolati. Non l’ho fatto, intimorito dalle pattuglie di carabinieri armati del fatidico palloncino, che il ministro Lunardi ha voluto imporre abbassando i limiti di alcol presente nel sangue. Sulla strada che portava a Piacenza solo un’osteria con le luci accese, alle 11 di sera, inospitale e incapace di offrire anche un solo panino. L’Associazione Italiana Sommelier, giustamente, ha lanciato una petizione, dalle colonne del suo giornale diretto da Marco Gatti, per chiedere al ministro di fare la stessa cosa che ha fatto sugli appalti: tornare sui suoi passi. Evitare insomma di criminalizzare i moderati consumatori di vino, mantenendo la soglia realistica. Anche perché le innovazioni fuori da ogni realtà, ottengono solo il risultato di non risolvere i problemi alla radice. Brindo al successo di questa iniziativa, con uno spumante brut di Bruno Giacosa di Neive 1999, ricco di bollicine e di profumi erbacei. (massolon@tin.it)
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