Udite, udite, c’è storia in un libro di storia
Eureka! Dopo le medie, anche il biennio delle superiori (si perdoni l’uso di una terminologia antiquata, ma ci si intende meglio) ha un manuale di storia che ce la racconta giusta. Ricorda il primato riconosciuto al vescovo di Roma fin dal I secolo, riconosce l’opera fondamentale svolta da Gregorio Magno nella ricostruzione dell’Italia, ripercorre il ruolo determinante del monachesimo – benedettino e irlandese – nella creazione della civiltà europea, accoglie le posizioni della storiografia più recente che riconosce la relativa mobilità e apertura della società altomedievale (basta stereotipi sull’economia chiusa e le piramidi feudali), non presenta le crociate come «un lunghissimo atto di intolleranza» (Runciman) ma come la risposta all’avanzata turca che minacciava l’Europa. Qua e là dedica interessantissime doppie pagine illustrate ad aspetti rilevanti della tecnica, della cultura, dell’urbanistica e perfino – udite, udite! – ad alcune battaglie fondamentali della storia (e tra queste compare perfino Poitiers, là dove un manuale concorrente – di cui preferiamo tacere il nome – parla solo della tolleranza islamica e dell’avarizia dei cristiani.).
Si tratta di Pancetta-Bianchi-Bertani, Impronte di civiltà, ed. Minerva Italica. Adottare.
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