UE arabo-islamica, Usa latino-cattolica?

Di Lorenzo Albacete
26 Luglio 2000
E Bush e Gore cercano voti in California. Dove l’America degli immigrati (ispanici) sta per superare il numero degli indigeni (neri e wasp)

Intorno al 1° di luglio del 2001, se le previsioni del Dipartimento di Stato sono corrette, la California diventerà il primo stato Usa dove i bianchi americani saranno una minoranza. Questi i dati: oggi i bianchi non ispanici (secondo il politicamente corretto, “ispanici” è un termine che designa persone la cui origine etnica è un paese con lingua derivata dalla penisola Iberica) incidono per i 3/4 delle morti e per meno di 1/3 delle nascite. La popolazione attuale della California (34 milioni di persone) è costituita di 17,4 milioni bianchi non ispanici, 10,7 milioni di ispanici, 3,9 milioni di asiatici e 2,3 milioni di afro-americani. Meno di 30 anni fa, l’80% della popolazione dello stato era formata dai bianchi non ispanici. Oltre 3 milioni di immigrati sono arrivati in California con regolare permesso tra il 1980 e il 1994, la maggior parte provenienti dall’America Latina, insieme probabilmente a 2 milioni di clandestini, provenienti anch’essi dal confine sud del paese.

La storia americana mostra che l’immirazione, dal punto di vista economico e politico, ha sempre rappresentato una fonte di forza dopo le difficoltà iniziali. E’ quanto sembra stia effettivamente già avvenendo in California. Politicamente, le battaglie sui servizi per gli immigrati illegali, il programma di assistenza e l’educazione bilingue, riflettono i rapidi cambiamenti demografici dello stato. Entrambi i candidati alla presidenza stanno cercando disperatamente di assicurarsi i voti degli ispanici, Bush sottolineando i problemi culturali (e segnalando un cambiamento delle idee contro l’immigrazione dei conservatori repubblicani), e Gore enfatizzando i servizi sociali e i diritti civili. Nell’ultima decade, in California si sono registrati 1 milioni di nuovi elettori, quasi tutti ispanici. Nel 1994 la popolazione ispanica rappresentava il 4% dei votanti, ma solo due anni fa il dato è balzato al 14%. Nello stesso lasso di tempo il dato degli elettori bianchi non ispanici passò dall’84% al 74%, mentre gli afro-americani sono leggermente aumentati dal 7% all’8%.

Nella città di Los Angeles i bianchi non ispanici sono già minoranza. In aggiunta all’immensa popolazione ispanica, Los Angeles ha la concentrazione più alta di immigrati coreani, nonché di iraniani dei paesi occidentali.

Oltre alla California, stati come il Texas, la Florida, New York e l’Illinois presentano una situazione analoga. Le previsioni mostrano che entro la metà del secolo, la maggioranza del paese si metterà al pari con la California, con la sola eccezione degli stati più piccoli dell’interno. Cosa significherà culturalmente una cosa del genere è quanto tutti cercano di prevedere. Poiché la più numerosa delle minoranze saranno i cattolici ispanici, questo porrà la Chiesa cattolica al centro dello sviluppo della nuova cultura americana.

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