Ue, ne abbiamo piene le paste
Dopo il cioccolato il latte, dopo il latte le paste ripiene, e domani certamente il formaggio che non potrà più essere prodotto a latte crudo. Non c’è quindi da stupirsi se talvolta serpeggia una certa antipatia per la parola industria che, in maniera arrogante e subdola, impone regole che umiliano le tradizioni ed il lavoro di tanti artigiani. Recentemente, appunto, il Parlamento ha recepito una direttiva Ue (ué, fa quasi paura) che cancella le differenze tra pasta fresca e pasta conservata, azzerando le tutele per i pastifici artigianali italiani (ed anche per i consumatori). Cade il limite di cinque giorni per la pasta fresca e così vengono favorite, ancora una volta, le industrie che producono in atmosfera modificata con prodotti a lunga conservazione. Domenica scorsa a Gavi hanno ricordato la tragedia del Titanic avvenuta il 14 marzo 1912: la nave dove si cucinarono per la prima volta i piatti di Escoffier. Ebbene proprio il grande cuoco francese citò come unica tra le paste ripiene il raviolo, quello fatto con verdure e carni bianche da accostare ad un Vermentino Colli di Luni come il “Fosso di Corsano” 2001 dell’azienda Podere Terenzuola (tel. 0187/680030) di Fosdinovo (Ms). Ha colore giallo oro brillante, un intenso e sostenuto profumo di banana mentre in bocca ha un ingresso potente con perfetto equilibrio. È uno dei migliori vini bianchi marini assaggiati negli ultimi tempi. Una bottiglia costa sui 7 euro. (massolon@tin.it)
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!