Ultradestra con l’ok della sinistra. E federalismo con l’ok di Roma
DA ROMA “In passato, e potrebbe accadere anche stavolta, alcuni partiti del centrosinistra hanno aiutato la Fiamma di Rauti a raccogliere firme per presentare candidati che sottraessero voti al Polo”. Gianfranco Pasquino, politologo, ex parlamentare diessino al Corriere della Sera dell’1 febbraio. Rauti conferma. Pasquino giustifica l’aiuto degli antifascisti ai fascisti come “una furbata” (ma Rauti non era uno stragista?). Furbata? Dalla Sicilia giungono voci che anche alle ultime Regionali la Fiamma tricolore avrebbe ricevuto un sostegno dalla Quercia per presentare le liste. Ideatore e sostenitore dell’aiuto ai camerati anti-Polo sarebbe il dalemiano Vladimiro Crisafulli. Niente moralismi, la destra sa cosa fa la sinistra e viceversa. Però, chi ha raccolto le firme per i fascisti potrebbe farci il piacere di risparmiarci le prediche sull’impresentabilità della destra italiana?
DA MILANO Quando Formigoni, accusato di usurpazione delle prerogative centraliste in materia di politica estera, dice: “Gli esteri restano competenza del governo, noi coltiviamo relazioni internazionali di natura economica, culturale e istituzionale nell’interesse della Lombardia, ma anche dell’Italia”, ci fa o ci è? Buona la seconda. Prendiamo la convenzione della Regione Lombardia con l’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano presieduto dall’ambasciatore Boris Biancheri. È vero che negli anni Trenta era nato, per volontà di Pirelli e altri industriali lombardi, contro la “meridionalizzazione” della diplomazia italiana. Ma ai tempi della Dc e di Andreotti è stato riassorbito nel girone romano. E Biancheri, un curriculum ministeriale lungo così, è la quintessenza della Farnesina. Un bel paracadute per i lombardi alla conquista del mondo, ma con juicio.
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