Un amico poeta
«Colciago è un poeta» annuncia Davide Rondoni nella scintillante prefazione. Un poeta vero, sottintende. Di quelli che hanno da dire qualche cosa che ha a che fare con la vita. Una ferita, una malinconia, un tormento inestirpabile («Al lavoro viti nere zincate/bianche zincate, brunite/nichelate avvitano/la mente»). Un’inquietudine in cui si aprono attimi lieti di certezza: «La cassetta di frutta/piena di ferri da lavoro/il profumo, l’incenso/il pregare ha un senso». Un linguaggio piano, quotidiano, che parla delle cose di tutti i giorni. I giochi con le rime a volte sono quasi infantili; ma si accendono di improvvise illuminazioni:
“La sera s’accende
il richiamo della gente
è per me coinvolgente
l’amicizia un’entità
lussuosa
la vita per sempre
sarà fino alla fine
che senz’altro
non è per la fine”.
Una rosa frustata
ed. Poeti
di clandestino/Itaca
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