Un cattolico a sorpresa
“Villaggio globale”, “Il mezzo è il messaggio”: le sue invenzioni semantiche fanno ormai parte del linguaggio comune. Pochi sanno però che le sue riflessioni sui mezzi di comunicazione e sui loro effetti sulla vita di tutti nascono da una concezione dell’uomo profondamente radicata nella fede cristiana. Anzi, cattolica.
La sua famiglia era un tipico esempio di quel sincretismo protestante che sconfina nell’agnosticismo: «non avevo alcuna fede religiosa. Ero cresciuto sotto la Chiesa Battista, Metodista e Anglicana. Partecipavamo a tutte. Ma non credevo in niente». Incontrata la tradizione cattolica per ragioni di studio, attribuiva la sua conversione soprattutto alla lettura di Tommaso d’Aquino e G. K. Chesterton, in particolare What’s wrong with the world e Ortodossia. «I misteri rilevati da Chesterton sono i miracoli quotidiani della ragione e della consapevolezza» – scrive nel saggio G. K. Chesterton. Un mistico concreto che apre il volume – «questa profonda umiltà a cospetto della realtà è la vera condizione dell’onestà nell’arte e nella filosofia». Per onestà intellettuale si rese conto che di fronte alla pretesa cristiana non si poteva restare indifferenti: o si abbraccia o si combatte, bisogna scegliere. Per onestà, riconobbe che la questione doveva essere affrontata con il metodo adeguato: «scoprii ben presto che una cosa doveva essere verificata secondo i termini che le erano propri. Non puoi provare nulla nella scienza o in qualunque altra cosa del mondo se non nei termini giusti. La Chiesa ha un fondamento linguistico di base molto lineare, vale a dire che ti inginocchi e chiedi la verità. Pregai Dio per due o tre anni, dicendo semplicemente “mostrati”. Non sapevo cosa mi sarebbe stato mostrato, perché non credevo in niente. Qualcosa mi fu mostrato, all’improvviso».
Da non perdere poi le profetiche intuizioni su Chiesa e nuovi media: «L’uomo elettronico non ha essenza carnale; è letteralmente disincarnato. Ora, un mondo disincarnato è una minaccia formidabile per la Chiesa incarnata, e i teologi non si sono ancora nemmeno degnati di gettare uno sguardo su un simile problema».
Marshall Mc Luhan, La luce e il mezzo, 220 pp. Armando, euro 16
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