Un film del Kassovitz
Riferiva ieri l’agenzia Ansa: “circa 20.000 persone hanno assistito ieri sera ad Atene al concerto organizzato dai sindacati greci in favore dei palestinesi e per chiedere il ritiro delle truppe israeliane dai Territori. Aprendo la manifestazione, il celebre compositore greco Mikis Theodorakis, che indossava la kefiah palestinese, ha chiesto il rispetto delle risoluzioni dell’Onu, definendo il premier israeliano Ariel Sharon ‘un piccolo Hitler’. […] Christos Plyzogopoulos, leader della confederazione sindacale Gsee, ha detto alla folla che ‘il nostro cuore è in Palestina, il nostro cuore viene colpito dai proiettili in Palestina’”. […] Se il cuore è in Palestina, i neuroni suggeriscono mascalzonate di quella fatta. […] Basta che il cuore forte sia “con i palestinesi”. Il nostro cuore debole, invece, non è nelle sinagoghe bruciate, nelle pizzerie di Haifa, nei banchetti nuziali di Netanya. Lì ci intrufoliamo appena appena con la testa, magari senza amore pubblico ma con rispetto per i cittadini elettori, vivi e morti, del piccolo Hitler di Gerusalemme.
Giuliano Ferrara, Il Foglio, “Sharon, il piccolo Hitler”, venerdì 12.04.02
«Molotov levò il suo bicchiere alla salute di Stalin che propose “spontaneamente” (secondo il protocollo tedesco) di bere alla salute di Adolf Hitler con le parole: “Io so quanto il popolo tedesco ami il suo Führer; perciò vorrei bere alla sua salute”».
Ernst Nolte, Nazionalsocialismo e bolscevismo: i grandi totalitarismi europei del XX secolo, Milano, 1996, Bur, pag.247
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