È un format anche scopiazzare
Ogni anno alla Siae vengono depositati un migliaio di nuove idee per programmi tv. Registrarli in questo modo per i giovani autori spesso sconosciuti è l’unico modo per difenderne la proprietà. Ma è tutt’altro che sufficiente per evitare brutte sorprese. In Italia non esiste una legge precisa sulla tutela dei progetti originali per la televisione. Perciò abbondano cause legali e scopiazzature. Il centro studi giuridici della Siae ha messo a punto una bozza di Codice di Deontologia del format da sottoporre al Parlamento come proposta di legge. «Il format – ha denunciato il presidente della Siae, Giorgio Assumma – per il nostro ordinamento giuridico non vale nulla. Gli autori di format non hanno protezione, chiunque può appropriarsene. Ci sono circa 200 interventi della magistratura che negano al format una tutela giuridica». Il Codice contiene tra l’altro un sistema di pubblicità per il registro dei format e la possibilità di fare ricorso a un comitato di esperti in caso di controversie.
Per la verità bisogna riconoscere che il problema non è solo italiano. In Gran Bretagna la Bbc ha accusato pubblicamente Itv, la prima tv commerciale del Regno Unito, di copiare alcuni dei suoi programmi più famosi. Il direttore generale della Bbc, Mark Thompson, racconta l’agenzia 9 Colonne, ha citato in particolare il reality show Tycoon trasmesso su Itv1, che sarebbe «molto simile a The Apprentice». Altri format che il numero 1 della Bbc ha definito chiaramente ricalcati sono Grease is the Word e Trinny and Susannah Undress, «molto simile al nostro What Not To Wear. La risposta di Itv è arrivata subito: secondo la rete rivale, anche la Bbc è specialista nel copiare i programmi altrui. Qualcuno ha fatto anche notare la coincidenza: il presidente esecutivo della Itv è Michael Grade che è anche ex presidente della Bbc.
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