Un fronte comune cattolico-anglicano
Tanto i cattolici quanto i protestanti possono, e devono, unirsi e «lavorare insieme perseguendo il comune obiettivo della difesa dei valori di uguaglianza e giustizia». A parlare con Tempi è Martina Anderson, responsabile per lo Sinn Féin di Londonderry dei colloqui con i rappresentanti delle fazioni lealiste e già prigioniera politica dell’Ira. Parole che giungono in concomitanza con le elezioni della settimana scorsa per il rinnovo del Parlamento autonomo di Belfast, in cui lo Sinn Féin (cattolici) di Gerry Adams e il Dup (protestanti) del reverendo Ian Paisley si sono spartiti praticamente tutti i seggi, confermandosi i due maggiori attori politici nel panorama nordirlandese. Il risultato è stato subito salutato da Londra come «un’occasione storica» per una gestione condivisa del potere nell’Ulster. La possibilità di un accordo politico resta in realtà quanto meno remota, ma c’è chi, come Martina Anderson, crede che il Nord Irlanda sia un terreno dove cattolici e protestanti possano combattere insieme la secolarizzazione. «In Irlanda – prosegue la Anderson – il processo di pace è indubbiamente un cammino lungo e doloroso. Certamente abbiamo profonde divisioni, alimentate di continuo anche da un governo straniero che nel tempo ha preferito basarsi sul concetto di forza e violenza piuttosto che sul principio di comune amore e fratellanza tra popoli. Ciononostante rimango convinta che un fronte comune sia possibile. O comunque auspicabile. In Irlanda il repubblicanesimo non è settario, non mira alla difesa di una chiesa a spese di un’altra. Così si rischierebbe solo di nutrire quegli aspetti poco sani della politica immettendoli in un campo che deve invece rimanere sacro e inviolato. Unica possibile difesa a un processo di nientificazione che ci vuole tutti, privi di regole morali, a vivere senza controllo in nome di un progresso ateo e svuotato di valori. Se questo si potesse davvero realizzare in Irlanda, come altrove, la deriva imminente della secolarizzazione si potrebbe quanto meno arginare».
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