Un genoano contro i piedipulitisti
Questa è una storia tipicamente italiana. Faccio qualche esempio. Silvio Berlusconi. Dopo la trombatura elettorale minaccia di tornare a fare il presidente del Milan. Per cui pretende che assegnino ai rossoneri gli ultimi due scudetti e «attende con fiducia che la giustizia faccia il suo corso». Sogno o son desto? L’altra sera seguivo un dibattito in televisione. C’era un giornalista il cui giornale vende moltissimo in due città che hanno le loro squadre coinvolte nella vicenda e sono a rischio sanzioni. Costui s’arrampicava sui distinguo, sui però, sui ma, sugli eccetera. Insomma anche nella vicenda che sta travolgendo il nostro calcio, il peggio non sta solo nello scandalo, ma anche in tutti quelli che vi ballano intorno con le loro parrocchie. Siamo alle solite: il mio amico è innocente, il tuo è colpevole. Eh no, non ci sto.
Da garantista evergreen vi dico questo: sono contro la giustizia sommaria e unidirezionale. E da vecchio genoano aggiungo: dovrei pretendere una teoria di forche in piazza per costoro e una sfilza di retrocessioni e squalifiche. E invece non voglio rivedere il processo-linciaggio a cui è stato sottoposto il Grifo. Ogni tanto ci vuole una botta di coerenza, compagni.
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