Un governo nella melma
Compito di un governo dovrebbe essere quello di garantire ai cittadini la gestione di alcune strutture – difesa, magistratura, sanità, sicurezza pubblica – e la realizzazione di alcune attività di amministrazione, secondo le leggi che il popolo si è voluto dare. Per garantire una corretta convivenza quindi, appare naturale, è il governo che deve per primo comportarsi secondo legalità e legittimità; che deve procedere nelle sue attività rispettando scrupolosamente norme e procedure; che non può decampare da una osservanza stretta della sostanza e della forma delle regole vigenti. I cittadini hanno il diritto di avere un governo che operi in questo modo, e che sia quindi legale e legittimo.
Il governo in carica, per quanto riguarda l’amministrazione dell’ambiente, non si comporta né legalmente né legittimamente: ne sono prova le ripetute occasioni nelle quali si rifiuta di applicare la normativa vigente, per utilizzare norme non in vigore o inesistenti. L’ultima circostanza di questo tipo riguarda il trasporto di fanghi altamente tossici che si vuole organizzare da Bagnoli a Piombino violando leggi vigenti, come dimostra una lettera indirizzata ad amministrazioni interessate dal consigliere Goffredo Zaccardi, capo di gabinetto di Bersani; in precedenza il Tar di Catania aveva sanzionato il direttore generale Mascazzini, rilevando nel comportamento in relazione alla bonifica di Gela-Priolo sospetti di illeciti penali. Quanto sta avvenendo in questi giorni supera per impudenza quanto di grave si è fatto in passato, dato che illegalità e illegittimità riguardano non l’applicazione della norma, ma addirittura la sua creazione; non atteggiamenti nell’amministrare, ma comportamenti nel creare la legge, con violazione diretta e spudorata di principi e norme costituzionali. Si tratta – chi segue queste cose l’avrà già capito – della vicenda dei decreti correttivi della cosiddetta “delega ambientale”, un intervento legislativo attuato tramite decreti legislativi, cioè senza il voto del Parlamento. In base alle norme costituzionali, alla Corte Costituzionale e ad un parere del Consiglio di Stato, la materia da trattare – ammesso e non concesso che ve ne fosse il potere: lo vedremo in altra sede – era limitata. Ora invece il governo sta varando una specie di enciclopedia: in barba al Parlamento, al Consiglio di Stato, alla Corte Costituzionale e alla stessa Costituzione. Ignoranza, malafede o tutte e due? Un governo siffatto, scorretto e incompetente, se ne dovrebbe andare al più presto, per il bene del paese.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!