Un Governo senza idea (di famiglia)

Di Addis Piero
22 Dicembre 2000
“In famiglia si sta meglio”. È questo il titolo della campagna firmata dal Governo Italiano in onda da qualche settimana sulle reti Rai e sui maggiori quotidiani nazionali

“In famiglia si sta meglio”. È questo il titolo della campagna firmata dal Governo Italiano in onda da qualche settimana sulle reti Rai e sui maggiori quotidiani nazionali. Lino Banfi, testimonial preso a prestito dalla fortunata serie televisiva “Un medico in famiglia”, ce la mette tutta per convincere il pubblico dell’operato dell’onorevole Turco e delle sue leggi “che aiutano la famiglia ad affrontare i problemi di tutti i giorni. Leggi per la maternità, per i figli, per gli anziani, per i disabili…”, come è scritto nel bodycopy dell’annuncio. Testo che ha mandato su tutte le furie, com’è noto, il Cavaliere che ne ha diffidato la messa in onda non solo sulle sue reti, ma anche su quelle pubbliche. E ha fatto bene. Prima di tutto perché è un bruttissimo spot. In secondo luogo perché è vero che si tratta di una “campagna elettorale” e non sulla famiglia, per la quale non ci risulta (lo si può verificare sul sito www.governo.it) che l’attuale Governo abbia fatto leggi rivoluzionarie (al momento l’unica novità in fatto di aiuto alle famiglie è arrivato dalla Regione Lombardia; per esempio con il Buono Scuola: prontamente boicottato da Amato & Co.). La Presidenza del Consiglio dei Ministri, che firma la campagna, ha un’idea di famiglia (come quella di Banfi in tv) piuttosto finta, che sembra appartenere al mondo delle telenovelas, della fiction, più che alla realtà. Certo, la pubblicità usa spesso personaggi di un mondo immaginifico per accattivarsi il pubblico. Il cuoco di Knorr, “Innamorarsi in cucina”, per esempio, vi sembra che abbia l’aria di un cuoco? Però al massimo consiglia una scatola di dadi… Ma la minestra del Governo, francamente, è una brodaglia indigesta! Che se la pappino loro. O, che saltino – come recita un detto popolare – la finestra.

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