UN GRUPPO DI NEOILLUMINISTI LOMBARDI HA SCOPERTO ‘ATLANTIDE’
Cercavate un’adunata di cervelli? Eccola nel nuovo periodico trimestrale Atlantide (104 pagine, 15 euro, abbonamento annuale 45 euro), che ha esordito mercoledì 9 marzo, in edicola e nelle librerie, presentandosi come «un mondo che fa parlare altri mondi» (sottotitolo della testata), un «punto di sussidiarietà culturale», «uno strumento per il dopodomani del nostro Paese». Più che una rivista sembra il laboratorio di una sorta di neo-illuminismo lombardo. Che mette insieme laici e cattolici sul terreno delle «cose da fare per rilanciare lo sviluppo». Il giornale dei fratelli Verri si chiamava Caffè. Questo, fortemente voluto e diretto da Giorgio Vittadini, rende omaggio a una ‘cultura sommersa’, ed è stato realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con Rcs-Rizzoli-Etas e vuole diventare un polo di attrazione trasversale agli schieramentei politici. Insomma, una sorta di Treccani del pensiero riformatore.
Il primo numero è dedicato alla discussione sui temi del declino e della ripresa in Italia. Il prossimo uscirà il 5 giugno e affronterà la questione del vero o presunto ‘scontro di civiltà’. Il comitato scientifico di Atlantide è composto da opinionisti e accademici di estrazione molto diversa per orientamento politico e disciplina di studio. Ma tutti di chiara fama. Ecco i nomi: Salvo Andò, Augusto Barbera, Pietro Alberto Bertazzi, Paolo Blasi, Luigi Campiglio, Adriano De Maio, Paolo Del Debbio, Giorgio Feliciani, Francesco Gentile, Paolo Grossi, Pietro Ichino, Paola Olivelli, Lorenzo Ornaghi, Alberto Quadrio Curzio, Fabio Roversi Monaco, Giulio Sapelli, Eugenia Scabini, Carlo Secchi, Carlo Dario Velo, Stefano Zamagni. Vittadini ha convinto a entrare nel comitato scientifico anche il direttore del Riformista Antonio Polito e Ferruccio De Bortoli del Sole 24Ore; Magdi Allam, vicedirettore del Corriere della Sera, Massimo Caprara, e l’avvocato Claudio Morpurgo, vicepresidente delle Comunità ebraiche Italiane.
Il comune denominatore? «L’impegno a collaborare al cambiamento personale, economico, politico, sociale necessario al nostro Paese per un nuovo sviluppo in funzione dell’uomo, del singolo uomo, del suo tentativo – sostiene Vittadini – il bisogno di un luogo comune di dialogo e confronto che sia fucina di idee nuove e positive per il singolo e la società».
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