Un Lambrusco spiega l’esistenza
Mario Gatti, quarantenne da una decina di giorni, non se l’è sentita di aprire quella bottiglia di Barolo Borgogno riserva 1961. Il caldo è arrivato inesorabile, prima degli altri anni e preannuncia un’estate torrida dove bisogna stare accorti a quello che si mangia. Gli esperti sono categorici: attenti agli integratori alimentari fatti di barrette, pillole e “beveroni”; l’ideale è una dieta (soprattutto a mezzogiorno) che elimini i grassi e contempli tanta frutta e verdura. Bene la pastasciutta, ma condita solo di olio extravergine di oliva e pomodoro fresco. Ci si può rifare alla sera, quando il fresco riporta un po’ di sollievo. Non so se questo sia condivisibile dei medici più “gettonati” dei giorni nostri: dietologi e psicologi. Forse avremo più clemenza tra i secondi che tra i primi, ma volete mettere il gusto di una Barbera vivace (Monella e Matutona), di un Freisa, oppure di un Lambrusco come quello di Corte Manzini (tel. 059/701047), di Castelvetro che s’è aggiudicato anche quest’anno il premio al Palio dei Vini frizzanti di Reggio Emilia (su circa 500 campioni degustati). Mettete la bottiglia sotto acqua corrente per venti minuti, apritela accanto ad un’insalata di coniglio o una robiola di Roccaverano e chiudete gli occhi: domani è un altro giorno. Ed è così bello esserci.
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