Un nero processato per razzismo
È la prima volta che il Voting Rights Act, la legge introdotta negli Stati Uniti nel ’65 per proteggere il diritto degli afroamericani a partecipare a elezioni di ogni ordine e grado, viene applicata per difendere i diritti civili dei bianchi: a Macon, nel Mississippi, il presidente del Comitato esecutivo democratico nella contea di Noxubee, l’afroamericano Ike Brown, è imputato in un processo voluto dalle autorità federali per aver orchestrato «un’inflessibile discriminazione razziale in materia di voto». Per favorire i candidati afroamericani nelle primarie democratiche, Brown avrebbe corrotto notai, falsificato voti per corrispondenza, manipolato le liste elettorali per aumentare il numero dei votanti neri e scoraggiato sistematicamente il voto degli elettori bianchi. Wilbur Colom, l’avvocato che difende Brown, è un afroamericano repubblicano.
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