UN PAESE DI TESTE DI MARMO (NERO)

Di Fred Perri
15 Settembre 2005

La più grande libidine della settimana (a parte quella suscitatami dall’impareggiabile querelle Feltri-Socci: fenomeni, altro che Bonolis-Ventura) l’ho ricevuta dalla lettura della storia di due geni, non nuovi a trovate del genere – avevano già truffato gente famosa, tra cui Baggio -, che hanno venduto a un mucchio di allocchi le quote di un’inesistente miniera di marmo nero in Perù.
Mi è sorta una domanda: ma come si fa a farsi convincere da tre fogli, due foto e un modellino? Molto più comprensibile la vecchietta che cade nella trappola del falso operaio del gas. Ma la miniera in Perù, fatemi il piacere. Poi, però, ho riflettuto attentamente. Negli ultimi 25 anni voi italiani avete creduto di avere una grande nazionale di calcio, avete acquistato Luis Silvio e Renato, Reiziger e Vampeta, avete palpitato per i giudici di Milano, comprate i libri di Travaglio, applaudite Sabina Guzzanti (ideologia a parte, è molto più divertente suo padre), fate la coda per i film di Benigni, avete affidato le sorti di questo Paese a Berlusconi e ora lo state per consegnare a Prodi. Beh, considerato tutto questo, buttare palanche su una miniera di marmo nero in Perù, mi sembra il meno.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.