Un po’ di cinismo onesto

Di Tempi
13 Settembre 2000
Taz36

“Quando Ian Wilmut, lo scienziato che ha clonato la pecora Dolly, dichiara che l’embrione è “un grumo di materia invisibile”, escludendo con ciò che sia persona, o quando Rita Levi Montalcini dichiara che “l’embrione certamente non è persona fino a 14 giorni dal concepimento”, commettono un errore gravissimo che può avere le conseguenze della pistola in mano al bambino”… “Il punto è semplice. Mentre termini come “solubile”, “magnetico”, “aureo”, descrivono predicati scientifici, che si definiscono con i criteri sperimentali della scienza, termini come “persona” indicano predicati etici, che si definiscono altrimenti. Dire di una certa entità che è persona equivale a dire che ha dignità, è portatore di valori, è soggetto di diritti, è oggetto di amore, cure, apprensioni, eccetera. Su tutto questo la scienza non è competente, solo la nostra sensibilità, cultura, educazione, lo sono”… “Perché preferisco invece dire che un embrione è, fin dall’inizio, persona, senza aspettare il 14° giorno o magari il 13° giorno o la ventesima ora?… per non cadere nello scientismo alla Wilmut o alla Levi Montalcini e sottrarre alla scienza ciò che non è della scienza. E la definizione di persona non è “certamente”della scienza, come, per fortuna, non lo sono quelle di amore, onore, valore, eccetera”… “Vuol dire che, se l’embrione è considerato persona sin dal primo momento, allora non si può usare per la ricerca medica? Almeno per un laico, no. Perché la persona non è un bene in sé, sempre e comunque, e perciò un laico potrebbe ritenere moralmente tollerabile sacrificare la persona di un embrione alla persona (salute, gravidanza) di un adulto”.

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