UN PO’ DI CORAGGIO

Di Justin Mc Leod
30 Settembre 2004
La scuola, l’educazione approdano sugli scaffali delle librerie.

La scuola, l’educazione approdano sugli scaffali delle librerie. Bene. Anche se quella che emerge è una situazione drammatica. Al premio Bancarella è arrivato in finale Una barca nel bosco (Guanda, euro 14,50) di Paola Mastrocola. Già qualche anno fa, con La gallina volante, ci aveva dato un ritratto impietoso della scuola-merendina. Adesso ha raccontato la storia di Gaspare Torrente, approdato a Torino da una piccola isola del Sud per fare il liceo, convinto – lo diceva suo padre – che «fin dal primo giorno te ne accorgi com’è dura». Invece si ritrova impigliato nelle attività di accoglienza («dicono che così ci passa la paura perché vediamo che andare al liceo è come bere un bicchier d’acqua. Peccato, perché, siccome lo aveva detto mio padre, io mi ero immaginato che era bello tosto il liceo») e a fare i test di ingresso sulla grammatica delle elementari, lui che alle medie traduceva Tacito. E alla fine arenato in una classe «omogenea», «come ci dice De Gente. E a me, quando lo dice, mai una volta che non mi vengano in mente gli omogeneizzati, o anche i frullati. Siamo una classe frullata, ecco».
Oltralpe, Miguel Benasayag e Gérard Schmit, psichiatri specializzati nei problemi dell’adolescenza, hanno messo nero su bianco il loro disagio di fronte alla crescente diffusione nei ragazzi di quelle che Spinoza chiamava “passioni tristi”: l’impotenza e la disgregazione (L’epoca delle passioni tristi, Feltrinelli, euro 15). Il futuro ha cambiato segno – scrivono – il progetto di dominio del mondo della modernità è naufragato, gli è subentrata la percezione di essere in balìa di forze e situazioni ingovernabili e minacciose. Distrutto ogni principio di autorità e perciò di realtà, «la perdita di ideali e la tristezza hanno portato la nostra società ad abbandonare un tipo di educazione fondato sul desiderio: si educa in funzione di una minaccia, si insegna a temere il mondo». Lucida e terribile la diagnosi, di desolante impotenza la terapia suggerita: «occorre… un po’ di coraggio!». Il coraggio, osserverebbe Manzoni, uno non può darselo: forse occorre una presenza certa della positività del reale.

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