UN PO’ DI LUCE SULLE CROCIATE
Un anno fa Tempi invocava un editore coraggioso che traducesse ‘A concise history of the crusades’ di Thomas Madden. Il desi-derio è stato esaudito. Così oggi anche il lettore italiano ha a disposizione una storia delle crociate non autoflagellante. Inizia ricordando un fattarello banale, ma evidentemente non secondario: «Le crociate, come la ‘Reconquista’, iniziarono in seguito all’invasione islamica delle regioni cristiane». Continua richiamando l’evidenza che «il costo delle crociate era enorme» – pari, nel migliore dei casi, a cinque o sei volte il reddito annuale di un cavaliere – e le probabilità, non di arricchirsi, ma di tornare, bassissime: nessuna motivazione economica quindi alle radici dell’impresa, bensì la consapevolezza che «era dovere di un nobile, già benedetto da Dio, restituire i frutti dei suoi privilegi al popolo e alla Chiesa». Prosegue sottolineando come «le esagerate cronache secondo cui le strade di Gerusalemme erano diventate fiumi di sangue fino al ginocchio non erano state scritte per essere prese sul serio; la gente del Medioevo sapeva che ciò era impossibile, siamo noi moderni, purtroppo, a dimenticarlo spesso». E così via. Peccato solo una traduzione qua e là un po’ approssimativa.
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