Un primato belga
Il primo paese europeo che ha registrato una formale alleanza fra islamici radicali ed estrema sinistra è il Belgio. Sotto la sigla “Resist” nel maggio scorso si sono presentati insieme alle elezioni politiche belghe la Lega Araba Europea di Dyab Abu Jahjah e il Pvda, Partito dei lavoratori del Belgio fiammingo. La parola d’ordine del partito di Jahjah (arrestato in occasione di una manifestazione degenerata in disordini) è «diritti eguali non si ricevono, si prendono», ed il programma consiste nell’ottenere per tutti gli arabofoni lo stesso trattamento che la legge belga garantisce alle due comunità linguistiche fiamminga e francese. Della guerra americana all’Irak il partito scrive che «questa guerra non è iniziata in Irak, ma in Palestina nel 1948, e non finirà in Irak, ma in Palestina con la liberazione di Al Quds (Gerusalemme, ndr) per opera del nostro popolo arabo sotto la bandiera dell’islam». Il Pvda è un partito comunista di tendenza maoista, promotore di campagne a favore della Corea del Nord e di Cuba. L’alleanza fra i due partiti non ha conquistato nessun seggio, ed è stata sciolta dopo le elezioni.
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