Per un pugno di voti
Il variopinto pianeta della sinistra italiana sta con l’Onu o contro l’Onu? Con gli arabi moderati, come l’egiziano Mubarak, o no? Con le indicazioni della Lega Araba, che si guarda bene dal rompere con gli americani, oppure no? Sulla “svolta”, sta con il corrierista Angelo Panebianco o con il corrierista Gian Antonio Stella? Ha titolato giustamente, lunedì 24 maggio, “Il Riformista”: «E alla Farnesina, ecco a voi Fausto Bertinotti». Sarebbe l’ultimo scenario grottesco del Belpaese, in un’Europa che appare da tempo involontariamente comica.
Gli sforzi per una stabilizzazione politica dell’Irak e del Medio Oriente si stanno intensificando. La lotta contro il terrorismo internazionale e contro il fondamentalismo islamico è sempre lì davanti agli occhi di tutti. Ma in Italia si discute sul «ritiro immediato» del contingente italiano, si litiga sui funerali di Fabrizio Quattrocchi., si preparano le manifestazioni contro Bush per il sessantesimo anniversario della liberazione di Roma. Il centrosinistra italiano, in realtà, sembra un agglomerato degno di un reality show. Con Bertinotti e Diliberto alla testa della diligenza, cavalcano «nel deserto delle idee» gli altri comprimari alla ricerca di un «pugno di voti» pacifisti. Ora ci sarebbe anche il regista: Michael Moore, “La palma d’oro” di Cannes.
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