Un vescovo arabo fra Craxi e l’islam
In Tunisia gli sono riusciti una serie di miracoli come la riapertura della chiesa di San Giuseppe, il restauro della cattedrale di Tunisi e del suo organo anche con fondi pubblici, la creazione di un filo diretto fra la presidenza dello Stato e la Chiesa. Forse è per questo che la Santa Sede
l’ha scelto un anno fa come vescovo coaudiutore con diritto di successione al patriarca latino di Gerusalemme monsignor Michel Sabbah. Sarà ricordato anche per aver presieduto il funerale di Bettino Craxi, cui diede assistenza spirituale negli ultimi giorni. Twal è un arabo giordano di famiglia beduina nato a Madaba nel 1940. La sua è una delle poche tribù rimaste cristiane nei secoli dell’islamizzazione, a quanto si dice per un antico privilegio concesso da Maometto in persona. Prima di distinguersi per le sue qualità a Tunisi aveva prestato servizio diplomatico, dopo la laurea in diritto canonico nel 1975, presso la nunziatura in Honduras, nel Consiglio per gli Affari pubblici della Segreteria di Stato, nella nunziatura apostolica in Germania e in Perù. Subito dopo l’ordinazione (1966) e prima di andare a studiare a Roma, è stato parroco e viceparroco in varie parrocchie del patriarcato di Gerusalemme, fra cui Ramallah.
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