Un voto al rapporto Buzek prima dell’aperitivo

Il 15 di giugno a Strasburgo è una giornata splendente e caldissima. Il sole si rifrange sulla torre di specchi del palazzo del Parlamento europeo, e il potente sistema di condizionamento fatica a tenere testa agli oltre trenta gradi di fuori. Dentro, la regolare quiete di questo cuore d’Europa, che pure sembra battere compostamente, burocraticamente, producendo ogni giorno quintali di documenti in 25 lingue da cui ti stupisci non sia già stato sommerso. è bello, il batiment Louise Weiss, sede dell’emiciclo parlamentare, come una fredda cattedrale innalzata a un dio della solidarietà e della efficienza. Colme di luce le stanze, e infiniti e lucenti i corridoi e silenziosi gli ascensori di vetro continuamente in moto. Tutto in realtà qui dentro è – certo grazie a un avanzato sistema di insonorizzazione – sempre silenzioso. Il pianto di un bambino – ma qui di bambini non ce ne sono – ti farebbe sobbalzare, come un inusitato stridente urto della realtà.
Dunque, il 15 giugno al Parlamento europeo è una bellissima normale giornata. Fuori, l’Ill, affluente del Reno, scorre lento e scintillante. Dentro, le segretarie accaldate in minigonna sono più carine del solito. Gli impiegati addetti alla distribuzione dei rapporti al voto in aula oggi sono annoiati invece come al solito, davanti alla loro muraglia di carte. Il rapporto Buzek? Cos’è, quello sulla pesca nelle acque territoriali?
Al bar della presse e a quello dei deputati i baristi si affannano a distribuire tè freddi, e coca cola ghiacciata. Si discorre, si ride. Alle 11, in aula: si vota. Il rapporto Buzek, dal nome di un onorevole polacco, Ppe, ex di Solidarnosc, è il Settimo programma quadro per la ricerca. Prevede, fra l’altro, l’utilizzo delle cellule staminali embrionali. Passa l’emendamento più liberale, ora in attesa del riesame del Consiglio. Gli embrioni potranno essere usati senza limiti di data di produzione. Nel 2010 si aggiornerà tutto, «alla luce del progresso scientifico».
Il vicepresidente del Parlamento Mario Mauro annuncia di voler fare ricorso alla Corte di Strasburgo. Carlo Casini conta i numeri, e riflette: quasi mezza Europa è contro le manipolazioni degli embrioni. Pochi arrabbiati: alcuni Popolari, Patrizia Toia, Hiltrud Breyer e la sua pattuglia di Verdi del nord. Sciamano dall’aula gli altri deputati. è l’ora dell’aperitivo, poi il week end. Il principio dell’uomo come un reagente, nei laboratori. Le auto blu partono, e l’Ill è bellissimo sotto il sole.

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